Un’anziana si reca al pronto soccorso: si è fratturata il polso. La donna viene presa in carico e curata, la sua frattura viene ridotta, il polso viene poi ingessato e la paziente – eventualmente con fissatori esterni – dovrà affrontare un periodo di riabilitazione di 1-2 mesi per tornare alle attività più normali della sua vita quotidiana. In tutto questo, come si nota, non si affronta mai una domanda: e se alla base della frattura non ci fosse “un colpo fortuito o una caduta”, bensì una causa patologica non correttamente identificata? E se alla base della frattura dell’anziana ci fosse l’osteoporosi? E ancora: e se dopo la prima frattura ne arrivassero altre proprio causate da un’insufficiente qualità delle ossa della persona? Oggi il nostro SSN è attento ad identificare un paziente a rischio di frattura a causa di una carenza di densità ossea?

Per offrire un chiaro punto di riferimento ai tanti operatori sanitari che operano in questo ambito, l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato ieri – all’interno del suo Sistema Linee Guida Nazionali – il testo Diagnosi, stratificazione del rischio e continuità assistenziale delle Fratture da Fragilità, la prima linea guida nell’ambito delle fratture da fragilità del nostro Paese, ed una delle prime esistenti al mondo, documento realizzato dall’Università di Milano Bicocca in collaborazione con la Coalizione Frame (alleanza multidsciplinare e multiprofessionale con il coinvolgimento di 18 associazioni di pazienti) e con il coordinamento di ALTIS-IHPB.

Le Linee Guida – che sono uno strumento decisionale finalizzato ad adottare le scelte migliori nel rapporto tra benefici ed effetti indesiderati, tenendo conto delle evidenze scientifiche – sono state coordinate dal professor Giovanni Corrao (Professore Ordinario di Statistica medica presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca), ed hanno visto la collaborazione e condivisione dei contenuti da parte di FIRMO-Fondazione Italiana Ricerca sulle Malattie dell’Osso; SIOMMMS-Società Italiana dell’Osteoporosi del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello scheletro; SIOT-Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia; SIE-Società Italiana di Endocrinologia; SIMFER-Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa; SIMG – Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie; SIR – Società Italiana di Reumatologia e FNOPI – Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche.

Maria Luisa Brandi e Giovanni Corrao

“Per noi della Coalizione FRAME e di FIRMO la pubblicazione delle Linee Guida per la gestione corretta, tempestiva e duratura delle fratture da fragilità è un chiaro successo ed un’autentica emozione”, ha detto la professoressa Maria Luisa Brandi, presidente della Fondazione italiana ricerca sulle malattie dell’osso a margine dell’evento di presentazione del documento, “Abbiamo perseguito questo obiettivo per anni, da un lato raccogliendo nella pratica clinica quotidiana i bisogni dei pazienti e di tanti specialisti multidisciplinari che lamentavano la mancanza di un riferimento basato sulle evidenze; dall’altro cercando con ogni mezzo di sensibilizzare i decisori e le istituzioni sulla necessità di prendersi in carico quell’epidemia silenziosa rappresentata dalla fragilità ossea non correttamente diagnosticata”.  “Le linee guida sono uno strumento e uno standard per migliorare la qualità delle cure”, ha sottolineato il professor Corrao, “Nel caso specifico per identificare i pazienti che subiscono una frattura a causa della fragilità ossea, per capire come assistere questi pazienti per costruire il percorso terapeutico  multidisciplinare migliore”. All’evento di presentazione del documento hanno partecipato anche la sen Maria Rizzotti (presidente Intergruppo parlamentare Fratture da Fragilità), il sen. Marco Siclari, Primiano Iannone (Centro nazionale Linee Guida, ISS), Andrea Lenzi (presidente Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita (CNBBSV), Paolo Tranquilli Leali (presidente SIOT), Maurizio Rossini (presidente SIOMMS), Salvo Leone (rappresentante pazienti Coalizione Frame), Tiziana Nicoletti (Cittadinanzattiva), Umberto Tarantino (SIOT), Bruno Frediani (SIR), Eleonora Selvi (Senior Italia-Federanziani), Carmelo Gagliano (FNOPI),  .

Le Linee Guida pubblicare dall’ISS sono composte di un corpus importante di contenuti (1190 pagine) ottenuti attraverso una metodologia rigorosa che è passata dall’adozione (o adattamento) di LG preesistenti, dalla revisione sistematica della letteratura; giungendo così all’identificazione dei quesiti, dalla selezione degli outcome critici e importanti, a cui è seguita la raccolta delle evidenze. A questo è seguita la realizzazione dell’Evidence to Decision Framework giungendo così alla formulazione delle raccomandazioni. Il tutto seguendo rigidamente il metodo GRADE (Grading of Recommendations, Assessment, Development and Evaluation), che è nella comunità internazionale lo strumento imprescindibile per la formulazione di raccomandazioni cliniche.

“Le raccomandazioni finali pongono l’attenzione su sei quesiti clinici, e sono da considerare come un punto di partenza”, ha commentato Corrao, “ora si tratta di implementarle e di monitorare come queste raccomandazioni siano in grado di migliorare la qualità delle cure e la qualità delle vita delle persone”. “Questo documento per tutta la comunità scientifica e sanitaria non è un punto di arrivo, bensì un nuovo punto di partenza”, ha concluso Maria Luisa Brandi, “Il prossimo grande obiettivo sarà quello di diffondere le Linee Guida, condividerle sui territori e nelle organizzazioni, monitorare i risultati. Tutti obiettivi che ora dalla Coalizione Frame saranno presi in carico dall’Osservatorio Fratture da Fragilità, il nuovo soggetto indipendente che abbiamo creato per sostenere con grande attenzione i pazienti e i professionisti del comparto. Le fratture da fragilità sono una pandemia silenziosa, nascosta e subdola: nostro obiettivo come Osservatorio è e sarà anche nel futuro non abbassare mai la guardia, usando proprio le Linee Guida come strumento per cercare di governare una presa in carico di qualità ed evidence based.”

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